Tutti amiamo ricevere profezie, soprattutto quando ci proiettano verso un futuro prospero. Ma possiamo associare “profezia” e “lavoro”?
Fin dalle prime pagine della Bibbia, i figli di Adamo ed Eva – Caino e Abele – hanno deciso di offrire un’offerta all’Eterno, proveniente dai frutti del loro lavoro: i frutti della terra per Caino e il frutto dei primogeniti del gregge di Abele. Come sai, solo l’offerta di Abele fu gradita da Dio. Perché? Dov’è la differenza?
Il lavoro di Abele portava in sé il messaggio profetico della croce di Gesù.
La Bibbia ci mostra due modi di lavorare: il primo modo, il lavoro affonda le sue radici nella terra e rimane sulla terra; il secondo modo, il lavoro affonda anch’esso le sue radici nella terra ma raggiunge il cielo in modo profetico.
Per alcuni, il lavoro rimane un ostacolo. Per altri, è un mezzo per pagare le bollette. Infine per l’ultima categoria, toccano il cielo con “occhiali profetici”.
Accompagnati da molte testimonianze, la nostra conferenza ICCC 2026 confermerà che attraverso il nostro lavoro, la “terra” raggiungerà il “cielo”. Non è forse un nuovo modo entusiasmante di guardare al futuro in questi tempi difficili?
Vi aspettiamo numerosi a Lione per un weekend speciale e profetico.
Jean-Pierre CAUHAPE
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